Bene o male, tutti noi abbiamo avuto la possibilità o la necessità di guardare un film porno, di assaporare tutti i momenti di puro piacere visivo che l'invadente
telecamera mostra, filmando due persone che rendono un incontro solitamente intimo e riservato, in uno show per il grande pubblico di guardoni eccitati. C'è chi li definisce attori, chi semplici maiali che si divertono senza inibizioni davanti a telecamere di sedicenti professionisti del settore pronti a racimolare soldi vendendo sesso spicciolo, ma non dimentichiamo che c'è anche una grande industria dietro il porno gay. E dietro quest'enorme fabbrica di orgasmi c'è anche un discreto parterre di star che la comunità omosessuale maschile conosce bene, perchè ci sono personaggi ricorrenti come Francois Sagat, uno dei più noti per avere i capelli tatuati e
d aver preso parte a numerosi film del settore. Ma può un attore hard fare una scalata e passare dall'esibizione del proprio corpo nudo senza segreti ad un film d'autore? A quanto pare si visto che il regista francese Christophe Honorè lo vorrebbe per la realizzazione del suo cortometraggio ispirato ad un quadro impressionista di Caillebotte, intitolato L'Homme au Bain, permettendogli di recitare con Chiara Mastroianni. La figlia del più celebre Marcello infatti dovrebbe essere al fianco di Sagat che impersonerebbe un uomo
gay distrutto da un amore fallito e pronto a crogiolarsi nel sesso facile, non facendo abbandonare quindi del tutto il primo mestiere del noto pornodivo. Che le buone doti di Francois Sagat siano ampiamente sfruttate anche in quello che in teoria non dovrebbe essere un film porno?
Quelle quattro ragazzacce newyorkesi, tanto emancipate quanto fragili ed afflitte dai problemi comuni ad ogni tipologia di donna, ci hanno fatto ridere a crepapelle e ci hanno emozionato, ci hanno deluso per alcune scelte non
condivise e ci hanno fatto scendere una lacrimuccia per alcune scene commoventi e profonde. Il tutto nelle sei stagioni di un telefilm di grande successo che risponde al nome di Sex and the City, serial che è approdato anche nelle sale cinematografiche con un film che voleva essere un ideale seguito alle vicende narrate nell'ultima serie e che continueranno ancora con un secondo lungometraggio a giugno al cinema. Sex and the City 2 avrà ovviamente di nuovo Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte come protagoniste assolute, ma le quattro donne non
sarebbero loro se non fossero circondate da uomini, soprattutto quella che incarna maggiormente l'erotismo, la lussuria e la passione. Samantha infatti anche in questo film avrà la sua schiera di maschi belli pronti a mostrare molto di sè per corteggiare il suo personaggio di donna matura ma a
ttraente e all'appello risponderà anche Noah Mills, modello di professione che cederà alle lusinghe della celluloide per il grande passo nelle sale di tutto il mondo. Sexy e con una gran carriera alle spalle, Mills è stato più volte testimonial per Dolce & Gabbana, ma è stato modello anche altre grandi firme nel mondo della moda, incarnando ora un bocconcino a cui la nostra Samantha probabilmente non potrà dire di no.
E' stata la gradita presenza di una delle icone gay per eccellenza della musica italiana, Patty Pravo, ad impreziosire la serata finale del Torino GLBT Film
Festival, l'evento che raccoglie il meglio della cinematografia mondiale a tematica gay, giunto quest'anno a spegnere 25 candeline. Tre brani musicali pescati dall'infinito repertorio dell'interprete di "Sogno", brano finale del celebre "Mine vaganti" di Ferzan Ozpetek, sono stati regalati al numeroso pubblico della serata di premiazione condotta da un irriverente Fabio Canino. Il direttore del Festival, Giovanni Minerba ha messo di nuovo in moto il suo carrozzone ricco d
i documentari, cortometraggi e film adatti ad ogni gusto, affrontando tematiche tra le più frizzanti alle più profonde ed inusuali, toccando tasti delicati come il coming out e l'adozione per le coppie gay. La pellicola che si è portata a casa il primo premio per la categoria lungometraggi è stata "El nino pez", una storia d'amore lesbico tra due donne di ceto sociale diverso, con il sottofondo di una tragedia che sfocia nella leggenda di un bambino pesce, tra violenze ed effetto onirico. Il premio speciale della giuria ha invece voluto celebrare "El cuarto de Leo", un cammino verso l'accettazione di sè stesso da parte di un giovane ragazzo in preda alle prime pulsioni sessuali, affrontando l'argomento nel modo più corretto e godibile. Ancora una volta è
stato il sudamerica a trionfare, ma per il prossimo anno, sperando che il cambio di guardia regionale non soffochi un appuntamento così importante, ci si augura che il Torino GLBT Film Festival possa portare sotto i riflettori anche prodotti italiani altrettanto meritevoli.
Uno dei film più recenti ma sicuramente tra i più appassionanti e meglio realizzati della cinematogafia a tematica gay, è Brokeback Mountain, il piccolo capolavoro di Ang Lee ispirato al breve romanzo di
Annie Proulx che racconta la storia tra due cowboy innamorati nel corso di un lungo periodo temporale. Ma si sa, i film gay non hanno vita facile e quindi come sempre alcuni paesi non hanno visto di buon occhio la programmazione relativa a questo progetto e addirittura in Italia è stata trasmessa per la prima volta in tv una versione censurata del bacio tra i due protagonisti, fulcro centrale della narrazione. A dare scandalo, forse più di Brokeback Mountain visto il paese in cui la pellicola verrà lanciata, sarà "Dunno Y... Na Jaane Kyun" un titolo per noi incomprensibile che segnerà il primo passo d'apertura de
lla cinematografia di Bollywood al film che vede come personaggi principali due omosessuali. La trama racconterà la storia di un modello che sarà costretto a scendere a compromessi per proseguire la sua carriera e pare che il film non si limiti a scene edulcorate, esibendo in modo completo anche le situazioni più sessualmente esplicite. Il mondo di Bollywood, settore cinematografico tra i più
prolifici al mondo non ha mai affrontato questo tema e il film ha già trovato diversi paletti di fronte a sè, complice anche la forte locandina che vede i due protagonisti nudi ed abbracciati con molta passione. Sperando che il prodotto riesca ad avere una collocazione in patria, c'è da augurarsi che anche il resto del mondo possa beneficiare di questo primo coraggioso esperimento indiano.
Siamo ormai abituati già da un pò a non vedere soltanto formose curve della modella di turno, spogliata dal fervido estro di un celebre stilista e posizionata sui
cartelloni pubblicitari che invadono lenostre città, ma a dedicare uno spazio anche alle bellezze maschili che hanno aperto nuovi orizzonti nella comunicazione e nella pubblicità. Prima erano solo le donne ad acquistare capi di bianchiera intima e al massimo gli uomini erano quelli che erano costretti a recarsi timidamente in un negozio per acquistare reggiseni finemente decorati o al massimo dei perizomi davvero sexy per riscoprire la passione perduta. Ma oggi sono gli uomini stessi che hanno deciso di cu
rarsi un pò di più, non soltanto in quello che si può vedere superficialmente andando in giro, ma offrendo un occhio di riguardo anche alla propria biancheria intima, acquistando sempre più spesso completini e mutande dalle più svariate fantasie. Si sprecano quelle dedicate alle varie festività con pacchi sorpresa per i vari compleanni o con dolci uova di Pasqua con l'arrivo della primavera, ma per tutto l'anno, ogni tipo di negozio in franchising che si occupi di questo settore, ha una vasta scelta per accontentare ogni gusto. E' così che il target gay ha avuto una svolta e riesce finalmente a soddisfare l'occhio furbetto di chi, spogliando il proprio amante, riesce a notare qualcosa di erotico ma simpatico e piacevole al tempo stesso, dando un tocco in più alla denudazione totale del proprio uomo. Slip dai bordini colorati, boxer aderenti al punto giusto con una comoda fessura
laterale per poter accedere libeamente alle zone più hot, sono soltanto alcuni statagemmi per rendere appetitoso un articolo intimo che per l'uomo, fino a poco tempo fa, si limitava a merce da mercatino.
Ci abbiamo sperato un pochino, è innegabile ammetterlo, qualche cuore ha palpitato e qualche sentore di un cambiamento vero e di un passo in avan
ti in materia di diritti civili poteva essere finalmente fatto, ma da buoni ingenui abbiamo creduto, come al solito, soltanto a delle favole con il lieto fine. Di recente è stato marchiato con un bel NO la possibilità di importare il matrimonio gay anche in Italia, visto che dopo aver rimandato la questione, la Corte Costituzionale non si è espressa positivamente in materia di unioni tra persone delle stesso sesso, rigettando i ricorsi presentati da alcune coppie gay che desideravano presentare le
pubblicazioni delle proprie nozze. Un no con un piccolo spiraglio di luce tanto per tenere buona la comunità omosessuale, ritenendo opportuno sottolineare come la costituzione non possa essere cristalizzata al periodi in cui fu scritta ma che allo stesso tempo non si può equiparare l'unione tra due gay o due lesbiche al matrimonio classico tra uomo e donna. Si resta quindi sempre impantanati nella solita arretratezza civile, con una società che chiude gli occhi e non vuol riconoscere ciò che spetterebbe di diritto anche agli omosessuali: e pensare inv
ece che in America un presidente come Obama sta lottando affinchè i compagni dei gay in ospedale possano essere riconosciuti come tali ed assistere tranquillamente, come veri coniugi, il proprio partner in difficoltà. Quando vedremo tutto ciò anche nel vecchio, ma davvero vecchio stivale?