Arrivato al suo venticinquesimo anno d'età, il TGLFF, ovvero il festival del cinema gay di Torino, di recente si è contraddistinto ancora come uno degli appuntamenti più interessanti per la comunità GLBT, pronta a conoscere le novità o di tuffarsi nel passato della cinematografia in puro stile queer.Non da meno, con i suoi ventiquattro anni, il Festival Mix, evento che segna un traguardo importante per gli eventi gay milanesi, si apre al pubblico da oggi con un cocktail di inizio presso il teatro Strehler, dando il via alla serie di proiezioni ed eventi in programma. Non soltanto cinema con film importanti, molti dei quali proposti dalla Queer Frame, come El Cuarto de Leo oppure Do Comeco ao Fim, ma anche tutta una serie di appuntamenti che andranno dagli incontri con personalità di spicco dal sapore queer fino a dj set per divertirsi nell'inizio estate milanese.A dare il via alle proiezioni, ci penserà il film Plein Sud, la storia di un viaggio intrapreso da un ragazzo che incontrerà sulla sua strada una ragazza e il suo fratello gay, tra scoperta di sè stessi e un passato che torna prepotente alla ribalta. Nel programma fa capolino una retrospettiva su Pasolini, con tanto di proiezioni di Salò e le 120 giornate di Sodoma, nonchè un approfondimento sul mondo del musical che nell'ultima stagione televisiva si è imposto prepotentemente, con il ritorno di Tutti pazzi per amore e con l'arrivo dell'irresistibile Glee. Tra film imperdibili, incontri musicali e presentazioni di libri, il Festival Mix si riconferma un evento a 360° per la scoperta e la riscoperta della queer culture.
Un tempo eravamo semplicemente costituzionalmente sterili, secondo il suo modesto punto di vista gli omosessuali erano da considerarsi come persone di second'ordine che poco avevano a che fare con lo scorrere apparentemente corretto di una società che rema in direzione contraria rispetto all'Europa intera. Poi d'improvviso l'illuminazione ed ecco che per Mara Carfagna, attuale Ministro delle pari opportunità e quindi quasi obbligata ad avere un occhio di riguardo anche per la minoranza che rappresenta il popolo GLBT, è parso necessario far qualcosa per aiutare gay, lesbiche e trans italiani. Ecco quindi spuntare una sorta di spot contro l'omofobia che segnala più un punto a favore della corrente di pensiero del don't ask don't tell piuttosto che una vera tolleranza nei confronti del mondo omosessuale, scontentando ancora tutti quelli che vorrebbero davvero qualcosa in più. Ora secondo un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, il ministro Mara Carfagna si professa ancora contro l'equiparazione delle unioni tra coppie gay con il matrimonio tradizionale, ma assolutamente a favore di qualcosa che favorisca l'implementazione di diritti per la comunità GLBT. Tra le proposte ci sarebbe innanzitutto l'inasprimento delle pene per i reati di omofobia, episodi intollerabili in una società attuale, e poi la possibilità di visitare un partner malato in ospedale e il diritto di subentrare nel contratto di locazione.Tante belle parole ovviamente, ma nulla di fatto per il momento: quando si deciderà il Ministro delle pari opportunità a far concretamente qualcosa per il bisognoso mondo gay?
Tutta la comunità GLBT è in attesa del grande giorno del gay pride nazionale, la manifestazione che ogni anno, in un'importante città italiana, da la possibilità a gay, lesbiche, trans, bisex e tutti quelli che si definiscono friendly, di scendere in piazza per far capire, a gran voce, tutto quello che serve ancora per rendere il paese vivibile e civile a tutti gli effetti.Il 26 giugno la data ufficiale, ma non soltanto quella del gay pride nazionale italiano, ma anche dello stesso evento, ben più longevo, che si tiene in una città americana molto importante anche dal punto di vista omosessuale come San Francisco. Il gay pride della città festeggia infatti i quarant'anni, e se lo scorso anno fu una Lady Gaga pittoresca ma ancora non esplosa come quella che ben conosciamo oggi, per spegnere le quaranta candeline della manifestazione sarà chiamata una boyband culto degli anni '90.Saranno infatti i Backstreet Boys ad esibirsi sul palco del gay pride di San Francisco che si terrà i prossimi 26 e 27 giugno, un atteso concerto per farsi ammirare da chi non solo ama le loro canzoni ma ha un debole anche per i vari stereotipi maschili che i quattro cantanti vanno a ricoprire. Vista lamancanza di fondi, i Backstreet Boys hanno accettato di partecipare all'evento con una retribuzione di certo minore rispetto al solito, ma potrebbe trattarsi anche di un rilancio specifico per il mondo gay, andando a mostrarsi in esclusiva a quel popolo che in fondo li ha amati, insieme alle ragazzine dei primi tempi, fin dal primo momento. Buon compleanno San Francisco Pride e bentornati Backstreet Boys.
Finalmente c'è un piccolo occhio di riguardo, nel mondo della cinematografia attuale, per quanto riguarda i titoli a tematica GLBT, in special modo all'estero, con la produzione di nuovi filmche narrano storie di vario genere più o meno ricollegabili al mondo gay. In Italia la situazione è invece piuttosto ferma purtroppo, con pochissime iniziative in questo senso e pochissimi registi che si dedicano alla realizzazione di film con protagonisti gay, raccontando storie vicine al mondo lesbo come al mondo omosessuale maschile.Per scoprire nuovi prodotti internazionali legati al filone GLBT arriva una nuova branca della Atlantide Entertainment, fresca casa di distribuzione cinematografica che lancerà dal prossimo autunno Queer Frame, una sezione totalmente dedicata ai film a tematica gay.Si partirà con una trentina di titoli, con alcuni che apparterranno decisamente a questo tipo di narrazione, altri invece interscambiabili con il listino classico, andando a recuperare anche perle del passato pronti ad essere riscoperti, creando una library che offrirà capolavori di Gus Van Sant, Chereau e Mendoza solo per citarne alcuni. Tra i film che saranno distribuiti sotto etichetta Queer Frame molte primizie presentate ai recenti festival di cinema gay, in special modo all'ultima edizione di quello torinese, con pellicole come El Nino Pez, vincitore della manifestazione e From Beginning to End, storia d'amore particolare tra due affascinanti fratellastri.Un'iniziativa assolutamente lodevole che si spera apra finalmente le porte anche in Italia ad una seria accettazione del film a tematica gay.
E' un pò così in tutto il mondo, ma specialmente nei palinsesti italiani, tra i programmi più visti ci sono sicuramente i talent show, quelle alternative dei reality in cui i personaggi protagonisti si danno battaglia non a suon di nomination ma a colpi di canto, di danza, di recitazione, sfoggiando un lato artistico che ammali il pubblico e la giuria.I talent show sono programmi seguitissimi dal mondo gay visto che il lato artistico dei più o meno giovani protagonisti attira sempre molto, e spesso anche gli stessi artisti in erba appartengono alla parrocchia.Mai sia però che un adepto di Maria De Filippi o un giovane bocciolo nato ad X-Factor possa mai fare coming out e rivelare platealmente la propria omosessualità, maschile o femminile che sia, ma meno male che qualcosa di diverso almeno in altre parti del mondo accade.E' stato infatti pubblico il doppio coming out di due giovani ed apprezzati cantanti che hanno partecipato al programma Nouvelle Star, una sorta di Amici locale, che va in onda sul canale francese Metropol 6, senza aver minimamente destabilizzato il pubblico dei nostri cugini europei, che hanno un approccio con il mondo gay completamente diverso. Durante un'esibizione in coppia, Ramon e Francois hanno duettato ballando e cantando sulle note di Vous Permettez Monsieur, ammiccando per tutta la performance e concludendo il caschè con un bacio dolce ma appassionato che ha quindi suggellato in pubblico la loro storia e che potete vedere nel video che trovate qui sotto.Divisi nel programma, le due promettenti stelle hanno promesso di continuare a frequentarsi all'esterno: chissà che non sbocci un duo gay interessante e molto prolifico discograficamente.
E' stato istituito soltanto lo scorso anno, ma il Pegaso d'oro comincia già a far sentire la sua forza, andando a premiare quei personaggi del mondo dello spettacolo che durante l'anno si sono mostrati particolarmente sensibili per aiutare il mondo gay e a sostenere l'intera comunità GLBT. Consegnati in chiusura del Milano Pride dalla sede Arcigay regionale, quest'anno il Pegaso d'oro ha voluto premiare due donne, tutto sommato diverse tra loro ma che, secondo le motivazioni ufficiali, hano dato peso alla causa gay in particolari circostanze. Una delle premiate è stata Iva Zanicchi grazie al ruolo interpretato all'interno della fiction Caterina e le sue Figlie dove veste i panni della madre di un ragazzo gay, dapprima sconvolta dalla notizia, ma poi vicinissima alla vita diversa del figlio rispetto a quella che avrebbe voluto per lui.Premio criticabile visto che sarebbe più corretto celebrare idealmente il personaggio della Zanicchi e non direttamente l'interprete di Zingara visto che ha rivestito il ruolo di europarlamentare PdL e quindi non vicinissima alla causa gay in prima persona.Di tutt'altra pasta Lella Costa che ha ricevuto la tessera onoraria Arcigay per il suo contributo costante riguardo la piena lotta per ottenere parità in tutto anche per le persone omosessuali, ribadendo più volte come i diritti per tutti non toglierebbero nulla a nessuno, in barba a chi farnetica sempre sull'impoverimento del valore del matrimonio tradizionale. Due personalità diverse, a modo loro entrambe icone gay, premiate per un sostegno che dovrebbe diventare ogni anno sempre più forte, marcato e tangibile.
La scorsa estate fu uno dei protagonisti dei tormentoni estivi grazie al riuscito brano Indietro che fu trasmesso a palla da tutte le radio e beneficiò addirittura di una collabroazione con l'ex-Destiny's Child Kelly Rowland, scalzando l'uscita della più briosa La traversata dell'estate. Ma quest'anno Tiziano Ferro ha deciso comunque di essere in luce, non tanto con un nuovo brano con cui ribadire la sua meritatissima popolarità, ma con una notizia che rimbalza da sito a sito, partita da un blog ben informato per quanto riguarda gossip e pettegolezzi in ambiente vip.Infatti secondo voci di corridoio disseminate dal blog di Novella 2000, l'ormai affermatissimo Tiziano Ferro sarebbe pronto per un plaetale coming out direttamente sulle pagine della sua autobiografia di prossima pubblicazione. Per quanto riguarda la sua omosessualità, il gossip ha già trattato l'argomento numerose volte, a partire da Platinette che tempo fa dichiarò non solo che il cantante di Latina fosse gay, ma anche che avesse una predilezione per la ciccia e il pelo degli orsi, ovviamente non in senso animale.Dopo una biografia che nulla dice del suo orientamento sessuale quindi Tiziano Ferro, noto per il brano dedicato alla sua icona Raffaella Carrà, sarebbe deciso nel suo intento, rivelando a tutti di essere gay, per la delusione delle migliaia di ragazzine che lo amano e la gioia della comunità GLBT che, dopo Ricky Martin conterà su un altro eccellente coming out.