Basta aprire un giornale o seguire un TG anche facendo zapping, per incappare nella notizia della settimana, quella che è diventato un tormentone per il batti e ribatti e le conseguenti polemiche che ha scatenato. Come tutti saprete questo giovedi, 17 gennaio, Papa Benedetto XVI andrà all'università La Sapienza di Roma per inaugurare l'anno accademico e questo non è andato giù ad una vasta schiera di insegnanti e di studenti che si sono ribellati a questa presenza alquanto scomoda per delle persone che stanno dedicando la propria vita allo studio e alla ricerca.Diciamocelo chiaramente, per quanto cattolico possa essere il rettore che ha invitato una presenza tanto alta religiosamente parlando, mi sembra fuori luogo far inaugurare un anno universitario a chi rema contro la scienza a favore della morale cattolica inneggiando alla legge naturale e andando contro ogni forma di ricerca, anche quando quest'ultima potrebbe salvare la vita di milioni di persone.Nonostante varie lamentele l'intervento papale pare ci sarà comunque e ne prevedo delle belle, intanto gli studenti laici hanno organizzato varie manifestazione in risposta a quest'incontro.Di nostro grande interesse, organizzate dall'associazione antifascista e di stampo laico "Facciamo Breccia" ci sono 2 manifestazioni, una giovedi a Roma e l'altra sabato a Verona, entrambe nate sotto l'etichetta "Layca Frocessione" riunendo così gay e non gay che sono contro questa operazione ideologica, ribadendo ancora una volta che viviamo in uno stato laico che non ha bisogno di ingerenze ratzingeriane.
Con questo papa stiamo tornando dritti dritti nel medioevo. Con il precedente si poteva almeno ragionare, con questo nazista invece no. E poi che barba quando chiede di rivedere la legge sull'aborto quando non si è minimamente mosso per la moratoria per la pena di morte. Comunque un modo pacifico per boicottare la lezioncina del papocchio c'è: nessuno deve andarci.
Ho appena scoperto questo blog, e anche se non sono omosessuale ho profondo rispetto per chiunque lo sia. Credo che coppie di fatto, matrimonio gay e adozioni da parte degli stessi di bambini debbano essere riconosciute. Fa male D'Alema a "sentire il fascino della fede" come disse tempo fa. Viene meno ai programmi dell'Unione e rende lo Stato meno laico.
Ciao Stefano. D'accordo quasi su tutto: diversamente da te, però, credo solo che su certi temi il polacco non fosse certamente più disposto al dialogo del crucco.
Concorso con Stefano: "papalmente" parlando siamo peggiorati, ci sono troppe intrusioni che non vanno bene.. Mi conforta sapere che ci sono anche lettori non gay e che quello che scrivo può interessare anche gli etero :)
Woytila aveva un grande carisma, che quello di adesso se lo scorda. Woytila dava maggiore evidenza a certe tematiche, e si proponeva in tutt'altro modo. In più era simpatico. Ma ad esempio usava il pugno di ferro contro i gay, anche se non si esponeva e il "lavoro sporco" lo faceva fare al cardinale Ratzinger. In ogni caso, a "pelle" era senza dubbio migliore lui.
Personalmente credo che non sia dicendo a qualcuno "Tu qui a parlare non ci vieni, capito?" che si difendono la laicità e la libertà. Libero chiunque di dire la sua, libero chiunque di dissentire.
Cari Amici Gay, con tutti i vostri stupidi insulti sul Papa, state dimostrando che siete una massa di imbecilli retrogradi e incivili... oltre che ignoranti, come hanno sottolineato i giornali. Io sono come voi, ma abiuro e mi fanno vomitare le vostre posizioni da pecore......... Nino di Cagliari
Nino, tu non sei come noi: noi siamo gay, tu sei frocio. E' diverso, sai? Poi pensala pure come vuoi nei nostri riguardi, ma al momento l'unico che insulta pesantemente e senza motivo delle persone, quello sei tu.
Caro Nino ma non è incivile il papa quando non ci offre i sacrosanti diritti umani che stiamo chiedendo da anni e anni intromettendosi (alla faccia della democrazia e della libertà di parola che adesso dice di essergli negata) nella vita politica di uno stato di cui non è a capo?
Occorre una ridimensionata, perchè non è successo nulla di grave: studenti e docenti hanno liberamente protestato per un invito privo di buon senso (forse che in una delle tante Università ecclesiastiche chiamano x la lectio magistralis un personaggio notoriamente avverso alla rivelazione cristiana?).E' un falso problema invocare il diritto di espressione per il papa: ha ben altri pulpiti per diffondere, complice i media di tutto il mondo, le proprie idee, non gli occorre certo La Sapienza (in tutti i sensi, eh eh).Il Vaticano, non sopportando contestazioni, specie se pubbliche, ha rinunciato machiavellicamente all'invito, ben sapendo che poi i servili politici italiani, per riparare, avrebbero finito per piegarsi ancor più di quanto facciano abitualmente al vero principe d'Italia.
Con questo papa stiamo tornando dritti dritti nel medioevo. Con il precedente si poteva almeno ragionare, con questo nazista invece no. E poi che barba quando chiede di rivedere la legge sull'aborto quando non si è minimamente mosso per la moratoria per la pena di morte.
RispondiEliminaComunque un modo pacifico per boicottare la lezioncina del papocchio c'è: nessuno deve andarci.
Ho appena scoperto questo blog, e anche se non sono omosessuale ho profondo rispetto per chiunque lo sia. Credo che coppie di fatto, matrimonio gay e adozioni da parte degli stessi di bambini debbano essere riconosciute. Fa male D'Alema a "sentire il fascino della fede" come disse tempo fa. Viene meno ai programmi dell'Unione e rende lo Stato meno laico.
Ciao.
Ciao Stefano. D'accordo quasi su tutto: diversamente da te, però, credo solo che su certi temi il polacco non fosse certamente più disposto al dialogo del crucco.
RispondiEliminaConcorso con Stefano: "papalmente" parlando siamo peggiorati, ci sono troppe intrusioni che non vanno bene.. Mi conforta sapere che ci sono anche lettori non gay e che quello che scrivo può interessare anche gli etero :)
RispondiEliminaWoytila aveva un grande carisma, che quello di adesso se lo scorda. Woytila dava maggiore evidenza a certe tematiche, e si proponeva in tutt'altro modo. In più era simpatico. Ma ad esempio usava il pugno di ferro contro i gay, anche se non si esponeva e il "lavoro sporco" lo faceva fare al cardinale Ratzinger. In ogni caso, a "pelle" era senza dubbio migliore lui.
RispondiEliminaPersonalmente credo che non sia dicendo a qualcuno "Tu qui a parlare non ci vieni, capito?" che si difendono la laicità e la libertà. Libero chiunque di dire la sua, libero chiunque di dissentire.
RispondiEliminaCari Amici Gay, con tutti i vostri stupidi insulti sul Papa, state dimostrando che siete una massa di imbecilli retrogradi e incivili... oltre che ignoranti, come hanno sottolineato i giornali. Io sono come voi, ma abiuro e mi fanno vomitare le vostre posizioni da pecore......... Nino di Cagliari
RispondiEliminaNino, tu non sei come noi: noi siamo gay, tu sei frocio. E' diverso, sai? Poi pensala pure come vuoi nei nostri riguardi, ma al momento l'unico che insulta pesantemente e senza motivo delle persone, quello sei tu.
RispondiEliminaCaro Nino ma non è incivile il papa quando non ci offre i sacrosanti diritti umani che stiamo chiedendo da anni e anni intromettendosi (alla faccia della democrazia e della libertà di parola che adesso dice di essergli negata) nella vita politica di uno stato di cui non è a capo?
RispondiEliminaOccorre una ridimensionata, perchè non è successo nulla di grave: studenti e docenti hanno liberamente protestato per un invito privo di buon senso (forse che in una delle tante Università ecclesiastiche chiamano x la lectio magistralis un personaggio notoriamente avverso alla rivelazione cristiana?).E' un falso problema invocare il diritto di espressione per il papa: ha ben altri pulpiti per diffondere, complice i media di tutto il mondo, le proprie idee, non gli occorre certo La Sapienza (in tutti i sensi, eh eh).Il Vaticano, non sopportando contestazioni, specie se pubbliche, ha rinunciato machiavellicamente all'invito, ben sapendo che poi i servili politici italiani, per riparare, avrebbero finito per piegarsi ancor più di quanto facciano abitualmente al vero principe d'Italia.
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