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lunedì 3 ottobre 2011

Elle me Dit, Mika Gioca Fanny Ardant nel Nuovo Video


Incredibile come uno strumento di intrattenimento e di comunicazione come Youtube possa servire in modo così forte ad un personaggio che avrebbe tanta voglia di mostrare al mondo la propria arte e che alla fine ci riesce dopo essere stato notato da una major di grande esperienza per il lancio internazionale.

E' un pò quello che in fondo è accaduto a Mika, giovane artista prodigio della grande rete che si è ritrova
to sui palchi più importanti del mondo grazie alla sua impareggiabile voce e ad alcuni forti assi nella manica che ha avuto fin dall'arrivo del suo primo album sul mercato.

Dopo un piccolo periodo di silenzio, Mika torna prepotentemente alla musica
con un cambio di rotta forte, almeno per quanto riguarda il nuovo brano che lo vede protagonista, visto che si è allontanato dalla solita canzone in lingua inglese per mettersi alla prova con una pronuncia francofona.

Elle me Dit
è il nome del suo nuovo singolo che è accompagnato anche da un video che strizza fortemente l'occhio alla comunità gay per vari motivi: il primo è evidentemente la presenza di Fanny Ardant celebre icona francese, ed il secondo è rappresentato dalle atmosfere un pò alla Francois Ozon che si resp
irano nel video stesso.

Personaggi un pò particolari e colori shoc
king per le ambientazioni casalinghe che risultano sgargiantissime nel video sono i nuovi ingredienti che offriranno nuova linfa vitale alla carriera musicale di Mika, un interessante voce che, giocando anche sulla sua costante ambiguità, ha saputo nuovamente sfruttare bene le sue carte.


domenica 14 novembre 2010

Potiche, la Deneuve Bella Statuina Camp per Ozon


Il tema delle quote rosa e dell'uguaglianza tra uomo e donne specialmente in ambiente lavorativo, ancora oggi è uno degli argomenti più spinosi a livello mondiale, anche se ormai passi in avanti ne sono stati fatti molti da quando si considerava il sesso debole buono solo a cucinare e badare a casa e figli. A trattare questo tema ci pensa ironicamente Francois Ozon, prolifico autore e regista francese che dopo aver lasciato perplesso il suo pubblico con Il rifugio trattando la storia di una donna incinta aiutata dal cognato gay dopo aver perso il compagno tossicodipendente. Il suo nuovo film è intitolato Potiche, letteralmente un termine francese che indica una bella statuina, un soprammobile, condizione iniziale di una simpaticissima Catherine Deneuve, moglie di un ricco imprenditore di una ditta di ombrelli che la vorrebbe solo casa, chiesa e corsetta nel parco. Quando il marito dittatore finisce per ammalarsi e non poter continuare a soddisfare la sua amante e la sua carica, una vecchia fiamma della Deneuve, un Depardieu finito in politica, le propone di prendere il suo posto, trasformandosi in donna in carriera. Spiccatamente mirato ad un pubblico gay amante soprattutto delle atmosfere anni '70, nel film presenti con forti dettagli, dall'abbigliamento alle acconciature alle tappezzerie, Potiche è condito con quel pizzico di brio alla Otto donne e un mistero, con tanto di esibizione musicale finale dal tono volutamente camp. Un film che strapperà più di qualche risata e potrebbe diventare un piccolo nuovo classico per le serate gaye in compagnia.

martedì 7 settembre 2010

Il Rifugio, Ozon Torna al Cinema con Maternità e Omosessualità


Ci ha deliziato nella passata stagione cinematografica con una sorta di favola moderna intitolata Ricky, nome del bambino protagonista, un batuffolo che fa preoccupare la sua famiglia per una strana particolarità, quella di avere delle ali sulla schiena proprio come un angelo. Il regista Francois Ozon nel suo nuovo lavoro abbandona invece il lato onirico delle sue opere e mostra anzi una realtà alquanto dura e pesante nel film "Il rifugio", proposto a Venezia rd uscito in contemporanea nelle sale di tutt'Italia, come al solito con una distribuzione poco attenta. La storia è quella di Mousse e Louis, una coppia parigina che passa le sue giornate a drogarsi, fino a quando per un'overdose lui muore e lei finisce in ospedale scoprendo un'inaspettata gravidanza, rifugiandosi sola in una casa in riva al mare. A seguire i passi del suo stato interessante ci sarà Paul, fratello omosessuale di Louis che si installerà nella casa estiva intrecciando un rapporto più intimo con la quasi cognata e conoscendo Serge, un uomo di servizio della donna con cui avrà una relazione. Il tocco magico di Ozon è fortemente presente anche in questo film, anche se alcune inspiegabili decisioni, soprattutto nelle parti finali, potevano magari essere evitate, tentando l'approfondimento dei rapporti tra i personaggi in modo differente. Resta comunque un film francese nudo e crudo, con una certa freddezza di dialogo e scene che di certo impressionerà gli appassionati del genere.