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domenica 21 novembre 2010

Mara Carfagna, Dimissioni Ma Non per il Pessimo Lavoro


E' stata criticata e a volte magari anche insultata, è stata però anche, da alcuni sostenitori, felicemente appoggiata e adulata nella sua carica nonostante i meriti siano stati più volte messi in discussione da un passato televisivo di dubbio gusto e soprattutto dalla dubbia moralità che invece oggi ritiene fondamentale. Mara Carfagna, il nostro attuale Ministro alle Pari Opportunità, come è noto ormai ai più, ha deciso di lasciare il suo partito, il PdL non senza aver dato, a questo punto con ben poca coerenza, un voto di fiducia al Presidente del Consiglio, proprio il giorno prima di dare le dimissioni. Il motivo di questa dipartita è da associare ad alcune incomprensioni del partito e non, a quanto pare, ad una reale intenzione di raggiungere Bocchino ed altri ex-colleghi transitati al nuovo partito di Fini che sempre maggiori consensi sembra racimolare giorno dopo giorno dopo il clamoroso divorzio da Berlusconi. La comunità gay può ritenersi soddisfatta in qualche modo di perdere così un esponente del governo che poco o nulla ha fatto nonostante il suo ruolo la obbligasse a lavorare per una società migliore che permettesse quindi anche alle minoranze di avere gli stessi diritti di tutti. Le dimissioni arrivano per incomprensioni di partito, non per un lavoro svolto male o non svolto affatto, a parte un inefficace spot contro l'omofobia dall'amaro sapore di don't ask don't tell, visto anche l'alto numero di vittime per omofobia avute negli ultimi anni. Si cadrà in ogni caso dalla padella alla brace in vista di un nuovo prossimo ministro?

mercoledì 19 maggio 2010

Mara Carfagna, Dopo il Mea Culpa sui Pregiudizi Aiuterà i Gay?


Nemmeno un paio di anni fa aveva etichettato gli omosessuali come costituzionalmente sterili, difendendo a spron battuto l'ideale della famiglia tradizionale prendendo ad esempio quella fittizia delle pubblicità del Mulino Bianco, con tanto di bei sorrisi di primo mattino e colazione da consumare tutti insieme. Poi un piccolo spiraglio venne fuori con uno spot, idealmente contro l'omofobia, per rendere credibile il suo ruolo da Ministro delle Pari opportunità, inviando però il messaggio triste del don't ask don't tell per cui un gay può essere tale ma non deve esibire la sua, per così dire, condizione. Ora l'apertura sembra ancora maggiore visto che Mara Carfagna era presente all'incontro di Napolitano con le associazioni gay di tutt'Italia in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia e secondo i presenti pare abbia fatto mea culpa per i pregiudizi che la incatenavano alle sue convinzioni sull'argomento. Nessuna telecamera ha ripreso questo momento e nessuna registrazione dell'evento è disponibile, ma se davvero ci fosse un'apertura così totale nei confronti della comunità gay, da buon Ministro delle Pari opportunità, ora che molti stati europei offrono davvero un'uguaglianza per tutti i cittadini, la signora Mara Carfagna dovrebbe darsi da fare per il popolo rainbow. Il Ministro ha anche ringraziato Paola Concia per averle fatto capire la vera condizione in cui si trova la comunità GLBT, ma se davvero la Carfagna pensa di aver capito cosa prova una coppia gay che non ha la possibilità di baciarsi in pubblico o un omosessuale che deve nascondersi sul luogo di lavoro, deve darcene al più presto la prova.