lunedì 24 novembre 2008

Un Italiano Sposa il suo Compagno a Madrid


Mentre noi annaspiamo ancora nella battaglia infinita per tutelare le coppie di fatto e garantire agli omosessuali quei diritti civili che ogni cittadino, qualunque sia il proprio orientamento sessuale, dovrebbe avere ma che a conti fatti mancano, altrove la società fa dei passi da gigante ed arrivano delle buone notizie. E' recente la notizia dell'ennesimo matrimonio gay in terra spagnola, una delle nuove patrie della libertà sotto questo punto di vista, che ha visto come protagonista un madrileno Miguel ed un italiano, il ventottenne Roberto, sposati dall'esponente del partito socialista Pedro Zarolo. Non sarebbe una notizia da dare visto che ormai in Spagna c'è questa possibilità da un pò, ma visto che se n'è parlato e sono state fatte delle dichiarazioni, è interessante sapere che il povero Roberto ha avuto la possibilità di togliersi dei sassolini dalle scarpe puntando il dito contro l'omofoba e retrograda società italiana. Infatti quando era ancora nella sua terra ha dovuto subire angherie ed umiliazioni a causa del suo orientamento sessuale come se importasse soltanto quello rispetto ad ogni cosa, mentre emigrando e ricostruendo da zero la propria vita è riuscito ad essere finalmente quello che realmente voleva coronando infine il suo sogno. C'è da riflettere sulle parole di Roberto subito dopo la cerimonia, quando ha candidamente rivelato che ha sempre saputo di essere gay ma ha scoperto di essere una persona soltanto quando ha messo piede in Spagna dove c'è davvero la possibilità di essere sè stessi. Riusciranno mai Miguel e Roberto a veder riconosciuta la propria unione anche in Italia?

3 commenti:

  1. Capisco perfettamente cosa intende Roberto. Io qualcosa di mio lo faccio, e insomma, diciamo che ho poliedrici interessi e molteplici attività. Però per la mentalità italiana corrente sarei prima di tutto un frocio. "Sai quello che..."
    "Ah, si, il finocchio".
    Vabbè, bando alle tristezze, nunc est bibendum: auguri commossi e lacrimucce per gli sposi!

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  2. Beh, penso che la colpa sia degli omosessuali... l'80% di quelli che conosco non è dichiarato e ha paura di andare in giro mano nella mano con il proprio compagno. Per vincere una lotta c'è bisogno di coraggio... Non è stato semplice per me andare in giro abbracciato con il mio compagno nel mio paesino di 2000 abitanti appena... e non solo nel mio paese. Ma credo che le battaglie vanno cominciate dal basso.. perchè su un carro allegorico del gay pride è facile... ma nella vita di tutti i giorni è difficile.

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  3. Che ci teniamo mano nella mano, che viviamo semplicemente la nostra vita o frequentiamo amicizie che alcuni potrebbero definire "particolari" restiamo sempre i soliti froci. I gay hanno paura di camminare mano nella mano col proprio compagno: gli insulti e i pestaggi subiti ne sono la prova. Mi metto nei loro panni e dico: perchè rischiare la vita se penso che i primi a diffondere questo clima omofobo sono quelli che ci comandano? Noi dal basso possiamo fare qualcosa, ma nonostante i vari tentativi mi ritengo purtroppo un pò pessimista fin quando ai piani alti qualcosa non si smuoverà davvero.

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